Il corpo e le decisioni: 5 cose da sapere

Che c’entrano i muscoli con la nostra capacità di prendere decisioni? Perché la confusione mentale può andare a braccetto con la rigidità in una certa area del corpo? E qual è l’atteggiamento mentale che fa bene ai muscoli (e non solo)?

Il corpo e i vortici di emozioni negative

C’è stanchezza. Magari si aggiunge anche una diminuzione della capacità di autocontrollo. Quasi si finiscono per evitare le situazioni di gratificazione, benessere e conforto. Ogni minima difficoltà diventa un problema insormontabile. Se vogliamo davvero capire su cosa grava uno stato tale e come incide questa combinazione nefasta sul benessere globale dobbiamo andare dentro le emozioni e quindi anche dentro ai muscoli.

Quando l’irritabilità è costante è facile che le emozioni si trasformino in alterazioni, turbe vere e proprie. Si vivono i giorni con insicurezza, si aspetta la successiva delusione. Si può anche sviluppare una certa aggressività che si ritorce contro se stessi e il proprio organismo. E la tensione nei muscoli aumenta. Il corpo inizia a mandare segnali d’allarme per una situazione di ansietà cronica che non riesce a mantenere. La kinesiologia consente di misurare, osservare, prendere consapevolezza di questo processo. In un certo senso, si risvegli ala saggezza del corpo, attraverso il test kinesiologico, mediante quindi la collaborazione tra il kinesiologo e il respiro e la concentrazione e la pazienza della persona che vuole andare verso un percorso di guarigione.

I segnali del corpo e le decisioni

Può essere utile passare in rassegna 5 informazioni fondamentali per esplorare il legame tra quel processo che gli anglofoni definiscono decision making e la salute dei muscoli e del “sistema-corpo” in senso globale.

  1. Non ignorate segnali come il bruxismo notturno. Digrignare i denti è una modalità che il corpo mette in atto per scaricare tensione. Possono poi subentrare malocclusioni e sindromi dell’articolazione temporo-mandibolare che vanno a incidere sulla postura e l’apparato muscolo scheletrico.
  2. Non maledite i mal di testa o non pensate subito che siano lì a indicarvi catastrofi. Quando il tentativo di rilassamento muscolare è troppo intenso e rapido si verifica un improvviso ritorno del flusso normale nei vasi sanguigni della testa, dopo la costrizione a giorni di compressione forzata.
  3. Osservate come state parlando, se la parte finale della frase viene mangiata. I muscoli tutti vi saranno grati se cercherete di esprimervi con chiarezza e amore.
  4. Osservate se quando pensate a una decisione da prendere la vostra respirazione si fa superficiale e accelerata. Questo non aiuta i muscoli tutti, sebbene si pensi che a risentirne sia solo il diaframma. cercate un respiro leggero e silenzioso.
  5. Convertire l’energia vi permette di non restare intrappolati nei pianti o nelle manifestazioni d’ira per una decisione che avete preso o che non riuscite a prendere o che è stata presa per voi. Una sorta di “processo alchemico” in cui trasformate, per dire, la rabbia o la paura in veri e propri motori. Un pianto liberatorio può diventare una pioggia di lacrime da vivere con gratitudine, senza ristagno. Convertendo quell’emozione, non ne sarete distrutti. Non vi avvelenate con pensieri mal gestiti e non riconosciuti. Tenete voi la briglia, fate passi dentro voi stessi, non autosabotatevi. 

E’ un lavoro preciso, puntuale di osservazione da rivolgere verso se stessi. Ci vuole pazienza. Ma il guadagno in termini di armonia interiore è inestimabile.

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